Il patrimonio Italiano, la leva della futura ripresa.

In questi giorni viviamo un’inedita sensazione di sospensione.

Lo scatenarsi degli eventi collegati al Coronavirus o Covid-19 e le relative drastiche misure di contenimento hanno stravolto le nostre vite.

Dalla iniziale ovattata sensazione di essere spettatori di un evento che si verificava a migliaia di chilometri da noi e l’onda di piena, che ha travolto il nostro paese, sono passati solo pochi giorni.

Giorni in cui eventi concitati hanno prodotto una situazione di ora in ora più drammatica, fino alla chiusura di tutte le attività non necessarie e allo stato di quarantena di un intero paese e come apprendiamo in queste ore, del mondo interoPer quanto ci riguarda, la sofferta decisione di sospendere l’attività al pubblico è stata presa già un paio di giorni prima di quella del Governo, a seguito del drastico calo di presenze nel centro di Roma dovuto alla chiusura di uffici, musei e luoghi di interesse, ma anche nell’intento di non esporre i nostri clienti ed il nostro staff al rischio di contagio.

Tutto sommato l’imposizione governativa ha quanto meno alleviato quel senso di responsabilità per una decisione che, se non supportata da misure adeguate, nel lungo periodo potrebbe avere conseguenze alle quali non vogliamo nemmeno pensare.

Ora, dopo oltre dieci giorni di “quarantena” decisamente convulsa, passata come tutte le aziende di qualsiasi dimensione, nel tentativo di mettere in sicurezza, per quanto possibile, la stabilità economica, tuttora esposta ad un rischio senza precedenti, vorremmo tranquillizzare i nostri clienti, i nostri parters commerciali e ristabilire quel sottile “filo di conoscenza” che con molti di essi ci lega da anni.

Ci stiamo organizzando, come tutti, cercando di superare questo difficile momento, fronteggiando sia gli aspetti pratici che quelli psicologici di questa nuova situazione di forte limitazione di ogni libertà personale, alla quale nessuno di noi è abituato, cercando di mettere insieme le idee per quello che verrà dopo.

Questo momento, in cui ogni consolidata sicurezza è messa in discussione, deve portarci a riflettere, ad analizzare nel profondo le nostre potenzialità di individuo, di comunità e di nazione, alla ricerca dei punti di forza che potranno costituire il fulcro della leva che individualmente e collettivamente andremo ad utilizzare per risollevarci.

Ognuno di noi è chiamato a sfruttare al massimo le proprie competenze ed esperienza per una ricostruzione, che potrà contare sullo scenario spettacolare che è il “Patrimonio Italiano”, ed in quello dovrà integrarsi, una inestimabile fortuna che non verrà nemmeno sfiorata dagli effetti di questa pandemia.

Le nostre piazze, i nostri monumenti ed opere d’arte, il nostro ambiente, il nostro mare, ogni più piccolo lembo di questa Italia ora in ginocchio, costituisce un patrimonio la cui bellezza, eleganza ed equilibrio stilistico hanno nel mondo solo poco più che pallidi tentativi di emulazione.

Ma l’approccio che dovremo avere sarà totalmente diverso. Per decenni abbiamo permesso uno sfruttamento di queste immense risorse bestiale ed incontrollato, noi italiani per primi abbiamo violato e violentato la delicata ed elegante bellezza del nostro paese.

Questi luoghi che oggi, deserti come mai li abbiamo veduti, ci appaiono nella loro inossidabile bellezza, sono il nostro “salotto buono”, dobbiamo imparare noi per primi a fruirne con il massimo rispetto, integrando a questo scenario ogni iniziativa imprenditoriale perchè ne sia rafforzata e, pretendendo il massimo rispetto da chi in un futuro, speriamo prossimo, tornerà a respirare lo Stile Italiano.

Non è retorica, ma razionale analisi di chi, dopo il disastro deve sgombrare il campo da tutto ciò che è inutile e ripulire ciò che serve a rimettersi in moto.

Quello che saremo “dopo” dipende solo da noi.

Noi, con le nostre due botteghe ce la metteremo tutta, confidando di continuare ad attrarre la vostra attenzione.

A presto!

Paolo, Walter, Maria Grazia, Monica, Domiziana e Marcella.

 

 

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